domenica 13 ottobre 2013

Juicetice - L'aereodinamica delle idee

Prendete un idea che avete. Un idea che vi piace e di cui andate fieri. Magari un idea che tenete nel cassetto della scrivania. Prendetela. Guardatela bene e chiedetevi se volete tenerla per voi... o diffonderla.
Beh, se volete diffonderla... piegatela agli angoli. Per iscritto è complicato ma fateci un areoplanino. Ognuno li fa come meglio crede quindi non sto qui a fare un tutorial su come piegare le idee per farle volare. Dipende tutto da che volo volete far fare alla vostra idea. Quanto sarà sospesa in aria? Seguirà una determinata traiettoria? Questo sta a voi.
Comunicare un idea è lanciare un aereoplanino. Sta a noi decidere verso cosa lanciare l'idea, con quanta forza, con quanta rincorsa...
In questo quadro la cosa più interessante... è il vento. Certo, puoi avere l'idea più figa del mondo e magari l'hai anche elaborata in un meraviglioso velivolo espressione dei massimi vertici della teoria del volo... ma se non capisci dove tira il vento non fai proprio un bel niente.
Bisogna fiutare l'aria. Studiarla. Comprenderla. L'aria e i suoi movimenti non sono semplicemente importanti nel volo: sono indispensabili. Voler lanciare un areoplanino perpendicolarmente al flusso del vento è alquanto inutile se si vuole far arrivare la propria idea lontano. Molta gente ci spera. Tira areoplani su areoplani sperando che un giorno il vento cambi direzione di punto in bianco. Gente convinta che la direzione che loro vogliono prendere con la loro idea sia quella migliore e che se gli altri non si decidono ad adeguarsi... beh, semplicemente stanno tirando areoplanini per il puro piacere di farlo, mica per altre persone!
Non apprezzo questa visione. Io penso che la bellezza delle idee stia nel loro poter raggiungere più persone e far sviluppare a ogni individuo nuove idee. Una coreografia di milioni di idee di forme e colori diversi che vorticano seguendo ognuna la sua corrente.
è per questo che io non cerco una corrente qualsiasi: io cerco il flusso principale. Il Mainstream.
Se fossi un meteorologo la chiamerei "la Tempesta Perfetta" ... ma sono un aviatore terrestre io! Il Mainstream è quel vento che sposta tutto. Tutti avvertono il suo passaggio: gli alberi si piegano, le case sembrano vibrare e le persone difficilmente riescono a non camminare nella direzione che lui spazza. Le correnti laterali, quelle collaterali al flusso principale, non mi interessano. Spesso sono semplici vortici che si chiudono su loro stessi fino a estinguersi. Il Mainstream invece non si arresta mai. Può cambiare direzione, più e più volte e spesso ripassa per gli stessi posti in cui era già passato... Ma non si arresta MAI.
L'ho studiato, ho cercato di capirlo, di comprendere ogni sua caratteristica e ho deciso con degli amici di fare un esperimento. Al posto di piegare una nostra idea in modo da poterla far cavalcare per questo flusso travolgente... ne avremmo plasmata una a guisa del Mainstream stesso.
E dopo aver trovato l'idea giusta e averla piegata per bene... l'abbiamo semplicemente lanciata.
Pochi comprendono l'emozione di profonda soddisfazione che si può provare solo nel vedere un proprio areoplanino di carta volare per lunghe distanze.
La nostra idea ha volato parecchio sulle ali di questo potente flusso finché..
poc
Non ha impattato contro la nuca di qualcuno che di areoplanini di idee ne ha tirati molti (molti) più di me. L'ha spiegata, ci ha dato un occhiata... e ha deciso di abbozzarne una lui. L'ha piegata e l'ha lanciata a noi. Ed è stato bello.


Ok, basta filosofate! Ogni tanto mi partono (ohi, le trattengo finché posso!) ma in fondo siete voi che le leggete! Parliamo di cose serie.
Esso è un progetto al quale sto lavorando praticamente da un anno. La sua ideazione è stata qualcosa di piuttosto fortuito. L'anno scorso, a Lucca Comics, era uscito il fumetto "Asso" di Roberto Recchioni. Quei pazzi di Luca Amerio, Luca Baino, Camillo Bosco e Manfredi Toraldo, tornando in macchina dalla fiera, iniziarono a sparar cretinate sull'uscita di quel fumetto congetturando lotte tra fumetti indipendenti e malvagie case editrici. Da questo calderone di idee folli uscì il soggetto per il fumetto che ho disegnato fino a poco tempo fa. Conclusa una prima versione del progetto abbiamo iniziato a proporla a più personaggi del panorama fumettistico italiano per sentire che ne pensavano. Tra questi c'era ovviamente il Rrobe che leggendo la beta dell'albo... beh... Si è preso bene! L'illustrazione che vedete qui sopra è infatti il suo personalissimo tributo a Esso (che ha da poco condiviso sul suo Instagram).
Ora cercherò di essere il più professionale e distaccato possibile ma... CAVOLO! Cioè... non è un semplice "Carino!" o "Ok..." o "Vabbeh, diciamo che ho finito di leggere sta beta e non sento l'impulso irrefrenabile di tagliarvi a cubetti e darvi fuoco.". è un SUO disegno (curatore di Dylan Dog, e non dico tutto il resto) che rappresenta il MIO personaggio (già). Per me è un gran traguardo e passerò molto tempo a rinfacciarlo in giro a tanta gente.

Comunque per oggi ho parlato abbastanza di Esso e dintorni, quindi eccovi un disegno che ho fatto di getto a inizio settimana. Soggetto? DEADPOOL!  Devo ricordarmi qual'è il mio obiettivo: diventare disegnatore alla Marvel Comics. Non ci sono santi. Quindi ecco a voi il vostro mitico personaggio in una battuta nel mio stile... ma nella sua lingua.


Buona nanna a tutti gente, ci sentiamo presto con nuovi aggiornamenti dal mondo del vostro, ormai inarrestabile, Gio!
Stateme bbene!

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