domenica 19 gennaio 2014

Piscina / Senso di Porcata - Brace yourself… exams are coming.

Si avvicina la sessione esami e la disperazione è palpabile: è umidiccia di sudore e lacrime.

Ultimamente sto passando le mie giornate in biblioteca: testa sui libri, calli alle dita, capelli che cadono a ciocche e un groppone di amici nelle mie condizioni. Durante l'anno, al sabato, facevamo colazione insieme al bar e poi andavamo in biblioteca a studiare. Effettivamente senza la promessa di un cappuccino e una brioche al cioccolato fumante col tubo che uno studia il sabato mattina! Era un sacco divertente e ci davamo dentro… un modo per stare insieme, no?
Ora non c'è più tempo.
Gli esami si avvicinano a lunghi passi scuotendo il terreno e facendo tremare i nostri cuori. Ora ci incontriamo direttamente in biblioteca. Praticamente siamo i primi ad entrare e a lanciarci sulle postazioni.
Già. Lanciarci. Perché la sessione esami è un problema che affligge uno studente universitario su uno. Forse in tempi diversi… ma tutti prima o poi si barricheranno in un posto chiuso e sicuro in cui prepararsi al nefasto evento. E quindi quasi ci si scazzotta a trovare un posto nella sala principale della biblioteca… e se non lo trovi devi andare nella sala ragazzi! Che per "ragazzi" si intende "bambini". Tipo che stai sulle sedie gialle della stanza rosicchiandoti un po' le ginocchia tra una formula e l'altra da quanto sono basse scrutando la sala per creare un contatto visivo con gli altri disperati che ti hanno seguito in questo triste destino. Già, perché in mezzo a tutti quei bambini saltellanti e colorati sono seduti altri universitari che non hanno trovato posto nella sala principale e al posto di avere tra le mani "Il club delle baby sitter" o "Piccoli Brividi" sono costretti a sottolineare come forsennati su tomi alti così fitti di parole riguardanti nozioni di cui uno farebbero volentieri a meno.
Il fatto è che si crea una forma di senso di appartenenza tra i disperati della biblioteca. Si fa pausa tutti insieme, ci si prestano gli evidenziatori, ci si informa su quale esame bisogna dare. Credo sia tipo la vicinanza nel lutto… oppure quel senso di apprensione che si sviluppa nel scorgere negli occhi dell'altro le proprie paure e le difficoltà che si sono vissute. Si è tutti sulla stessa barca. E quella barca sta colando a picco. Blub blub blub.
La disperazione sa far fare cose incredibili alle persone! Dovreste sentire i porconi che si dicono mentre si fanno gli esercizi! Certo, si è in biblioteca e non puoi mica dirli ad alta voce, ma se andate in biblioteca e vedete degli ingegneri intenti a studiare… cercate di leggerne il labiale quando sembra che parlino da soli. Già, perché non ci sono grandi materie mnemoniche in ingegneria, non bisogna ripetere a voce grandi nozioni: se stanno parlando da soli è perché stanno maledicendo qualche esercizio/formula/dimostrazione/professore. "Ma muori" o "Pezzo di merda" hanno un gran seguito dalle mie parti. Che poi non mi spiego il "Figlio di puttana" a un esercizio, non essendo effettivamente figlio di nessuno (il professore è considerabile padre?). Tutti questi terrificanti insulti sono detti con un filo di voce… o con meno di un respiro. Dalla bocca esce solo puro odio distillato.
"Ma perché non studi a casa?"
Beh, in parte (buona parte) per le distrazioni che la casa comporta: computer, tavola luminosa, materiale da disegno, fumetti, tv, cibo… Studiare in camera mia, per me, è proprio un lavoraccio. La biblioteca invece costringe a stare in silenzio con i propri libri! Non puoi non studiare!
Principalmente, invece… è per fare gruppo. Hei, ognuno di noi studia materie diverse… ma ci sediamo allo stesso tavolo. Se alzassi la testa per cazzeggiare vedrei tutti i miei amici studiare senza sosta. E mi sentirei il coglione della compagnia. Questo credo valga per tutti. è uno sprone a dare il massimo!
C'è una certa epicità in tutto questo. Come una guerra a cui bisogna combattere tutti assieme, spalla a spalla. Non una guerra contro una nazione avversaria… me la immagino più come La Guerra dei Mondi. Gli avversari sono su un altro livello, sono quasi più un'idea che non qualcosa di fisico. Già, perché chi di voi ha pensato che l'avversario sia il professore non ha capito niente. I test sembrano quasi autogenerarsi per diffondere terrore e malvagità. Il professore è un esecutore di un sistema che sfugge alla comprensione umana. E quindi, dicevo, si è tutti lì: e si suda, e si fatica, e si stringono i denti. E, smettendo un po' di scherzare, sono queste le avventure. A furia di assimilare avventure riguardanti il bene della Terra ci siamo dimenticati che la sfida è ogni secondo! E nella sfida, nella difficoltà… si trovano gli amici.



Ieri sono andato a casa di un amico. La biblioteca è infatti aperta solo il sabato mattina (mica scemi i bibliotecari! Chi cavolicchio vorrebbe stare in mezzo ai libri il sabato pomeriggio?) e quindi per trovarci a studiare ci ha invitato da lui. Ci siamo messi lì dal primo pomeriggio fino alla sera e praticamente non abbiamo mai alzato la testa. Siamo arrivati in serata che non ci capivamo più niente. Eravamo rimasti in tre, io, un amico e il padrone di casa. Per cena saremmo dovuti andare a casa della ragazza del padrone di casa e mancava un oretta all'appuntamento.

"Ohi raga, vi và di fare un tuffo?"
"… Sì CAZZO!"

Questo mio amico ha una piscina coperta che di solito usa d'estate. Non pensavo ci si potesse andare anche di inverno. Siamo corsi giù, ci siamo cambiati con dei costumi che aveva lì e ci siamo lanciati in acqua. Era tutto molto buio… c'era solo la luce da sotto l'acqua a illuminare la piscina mentre le vetrate davano al giardino esterno.
Sarà che ero così stanco dallo studio, sarà che l'acqua era caldissima o che era stata un idea improvvisata… ma mi sono sentito felice. Ma felice forte. Di passare così un ora della mia vita, con degli amici… a fare qualcosa di non programmato e bellissimo.


Poi è stato divertente uscire dalla piscina con i capelli umidi, scalzo (le calze mi si erano bagnate e le scarpe le avevo lasciate dall'altro lato della casa) e attraversare il vialetto per rientrare a casa per poi passare a casa mia, mettermi in camicia e a pettinarmi per finire alla festa di compleanno della nostra amica con gli occhi ancora rossi di cloro.
Mi sono sentito in un'avventura, mia e dei miei amici.


Ci si potrebbe scrivere sopra una lunga storia Yaoi… ma il solo pensiero mi fa venire un desiderio irrefrenabile di sbattere il mignolo del piede su uno spigolo acuminato di una cucina di design in acciaio inox (quelle con gli angoli a 90° squadratissimi).

Che vi propino oggi come disegno? Non vi è bastato quello qua sopra? L'ho disegnato di ritorno dalla festa di compleanno… verso le due di notte. Non potevo dimenticarmi quei colori così belli! Quindi ho dovuto riprodurli finché erano freschi nella mia memoria.
L'altro disegno è una vignetta. Dovete sapere che per aggiornare celermente alcuni miei amici sul fumetto di Esso, quando era ancora in fase di lavorazione, ho fondato una chat su Facebook. Là dentro siamo in sei amici conosciuti un sacco di tempo fa sul Marvel Italia Forum e tra cui è nata un'amicizia anche all'esterno della rete. Questa chat ha continuato a vivere anche dopo l'uscita effettiva del fumetto e questi miei amici ora passano il tempo a chiacchierarci. Io in generale non la seguo molto ma ogni tanto mi fa piacere farci un salto. Per non so quale convergenza di astri mi introduco nella conversazione solo quando uno dei partecipanti posta qualche porcata. Sapete com'è, tra ragazzi… "Ma come è bona questa"… robe così no? Bene, io in pratica arrivo sempre sul più bello! L'unica spiegazione possibile sta nel mio sviluppo prematuro del "Senso di Porcata". Come ho già enunciato su Facebook il Senso di Porcata è quel presentimento per il quale
Preso un ragazzo (R) che invita un gruppo di amici a casa sua a vedere un determinato film (F), se su tutta la durata di F vi sono solo T secondi (0.01s<T<10.00s) di "sesso"/"scena osé", i genitori di R poteranno il vassoio con le bibite e i bicchieri di carta GIUSTO IN TEMPO PER VEDERE QUELL'UNICA SCENA per poi rinfacciare l'accaduto a R con frecciatine e battutine per T^Numero di Avogadro.
Quindi eccomi ritratto nello sfoggiare in tutto il suo splendore questo superpotere acquisito!


Anche il post di oggi finisce! Vi auguro una buona settimana e vi chiedo se gentilmente riuscireste a portarmi un po' di fortuna per l'appello di Fisica I che dovrò affrontare questo giovedì! Impegnatevi eh! Tanta energia positiva! Io vi ringrazio e il Karma vi ricompenserà!

Stateme bbene ragazzi!

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