lunedì 3 marzo 2014

Orsetto Gommoso / Melassa - Insegnare e appassionare


Sabato è venuta a casa mia una mia collega disegnatrice. Per quanto sia molto brava con fogli, matite e pastelli non aveva mai avuto l'opportunità di imparare come si deve a usare Photoshop, programma non propriamente adatto al disegno ma molto versatile nella colorazione e nell'elaborazione digitale.
Ci siamo messi lì, lei con il suo computer, io con il mio, le nostre lavagnette grafiche… e lentamente ho provato a chiarirle le idee sul funzionamento di layers, maschere, livelli e strumenti. è stato un bel pomeriggio, soprattutto perché ben condito da Earl Grey, fette biscottate, Kasabian e tante chiacchiere su fumetti, telefilm, cartoni animati e tutta quella robaccia che mi ossessiona ogni giorno.
Il fatto è che mi sono ritrovato ad insegnare di nuovo… ed è stato figo.
Un sacco di miei amici danno ripetizioni come lavoretto. Raggranellano qualche soldino (almeno loro) aiutando ragazzi delle superiori o delle medie a fare qualche compito o a comprendere lezioni di matematica, fisica, chimica e parenti. Più volte mi hanno detto di fare lo stesso. Di provare quantomeno! Per non pesare eccessivamente sul bilancio familiare, no? E avrebbero anche ragione… Ma non mi piace come cosa. Mi sono sempre sentito inadatto all'insegnamento di materie come… boh! Geometria! Bhhh!
In principio pensavo che questa mia repulsione provenisse dalla mia insicurezza. In fondo, per quanto mi piaccia molto, non sono un genio di matematica o di fisica! Con che coraggio posso insegnare qualcosa che non mi sento di padroneggiare al meglio? E se mi ritrovassi in più momenti a non sapere come rispondere a una domanda di un mio allievo? O se ancora peggio tendessi a confondergli le poche idee che aveva? Disastro, catastrofe.
Poi però mi sono reso conto che il problema è un altro. In fondo ho comunque una maggior padronanza delle materie di un ragazzo delle superiori e le poche persone che ho aiutato a fare i compiti si son dette (si son dette, eh!) soddisfatte. No, il problema è che sento di non riuscire a parlarne a ruota libera. Quando ho insegnato al Corso di Fumetto di Roddi l'anno scorso mi sono reso conto che parlando liberamente della mia passione più grande, il fumetto e l'intrattenimento, non solo ero in grado di creare discorsi coerenti e articolati… ma i miei studenti si appassionavano quanto me.
Sì perché io spero per voi che abbiate avuto nella vostra vita un insegnante appassionante. Un docente universitario, un maestro elementare o un amico saggio, non importa. Una persona appassionata di ciò che vi stava dicendo. Una persona che non vi parlava per guadagnarsi i big money o perché qualcuno l'aveva convinto a farlo. Una persona che vi insegnava perché non poteva farne a meno.
A me è capitato più di una volta di sentire persone parlare e credere che probabilmente ti avrebbero infervorato anche ti avessero raccontato di dove erano andati a fare la spesa. A Lucca Comics & Games dell'anno scorso mi sono reso conto che quasi solo stando in un ambiente saturo di passione come può essere quello di un padiglione di fiera… sono migliorato. Non so esattamente dirvi come ma vi giuro che lavoro in maniera diversa. Migliore.
Questo mio solito pippone sulla passione e tutte le menate… è sincero. E lo sapete, sto discorso credo di farlo un post sì e l'altro pure. Il fatto è che come mi sono sentito appagato a insegnare photoshop in un pomeriggio quasi primaverile o come quelle sette lezioni di marzo dell'anno scorso… forse non potrei sentirmi a insegnare nient'altro. Quindi chiedo scusa a tutti i ragazzetti che piangeranno al sapere che non potrò far loro ripetizioni di matematica (e ce ne sono parecchi eh!) e spero di soddisfare le aspettative che forse i miei futuri studentelli si sono fatti su di me!
Questo giovedì parte il nuovo Corso di Fumetto tenuto da me e Umbe a Roddi e io sono tanto agitato quanto entusiasta. Speriamo vada tutto come deve andare e che ci siano tanti tanti tanti aspiranti fumettari… che un po' ce n'è bisogno.

Questa settimana non sono stato molto produttivo in fatto di illustrazioni pubblicabili: ho lavorato a tanti progetti ma ovviamente non posso ancora pubblicarli su questo blog. In compenso ecco due piccole vignette!
La prima ha avuto un gran successo su facebook e ve la ripropongo. Mercoledì sono uscito a fare una passeggiata con una cara amica. No, sul serio, amica amica proprio. Lei è felicemente impegnata e ci vediamo principalmente per chiacchierare e trovo sia molto costruttivo avere un parere femminile sulle varie piccole faccende sentimentali che mi riguardano e per lei è lo stesso. Fatto sta che passeggiando si è creata ESATTAMENTE questa situazione e se non sono stato testuale… ci sono andato vicino.



L'orgoglio maschile funziona in una maniera tutta strana! Tutti dicono che le donne si fanno i complessi. Vero! Ma anche gli uomini non scherzano! La sindrome dell' "Amico Gay" è terribile da subire per un maschio adulto. Figuriamoci se in questo caso è il compagno della ragazza a crederti "Il Suo Amico Gay"! Certo, forse ha solo fiducia in me avendomi conosciuto un po' e il fatto che ispiri fiducia dovrebbe riempirmi di orgoglio… ma l'idea di non essere in alcun modo preso come possibile rivale da un ragazzo geloso mi ha fatto un po' perdere ogni fiducia in me.
Poi è passata.
Credo.

Ecco qui invece una vignetta che ho fatto da pochissimo. Sono tornato dall'università e avendo comunque un mucchio di tempo libero ho iniziato a sperperarlo in cavolate. Ora mi sono ripreso e mi sono ricordato e ho prestato fede al dovere che ho nei vostri confronti scrivendo questo post (anche se in ritardo). Ieri mi hanno proprio rapito di casa dal pomeriggio alla sera tardi e sta mattina si cominciava presto! Va beh… tanto siete magnanimi no? … no? … Ahi…
Comunque se vi è mai capitato di muovervi a rallentatore ed avere difficoltà ad adempiere ad ogni dovere… siete nella mia stessa situazione. Ho visualizzato questa condizione di moviola continua con la mia immersione in una densa melassa verde.


Se non siete dei pervertiti come alcuni miei amiconi su facebook capirete che quella che mi esce dalla bocca è aria che, però, trovandosi dentro questo fluido viscosissimo si concentra in bolle grosse e lente che intrappolano le mie parole.

Questa volta non vi dico buona notte ma buona serata! Torno all'opera! Ma voi stateme bbene lo stesso!

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