venerdì 6 giugno 2014

Ho appena finito di leggere… I raminghi dell'autunno, La Gabbia e Trent #1!


E "Sticazzi" non ce li mettiamo? Già, siamo solo al secondo appuntamento con Ho appena finito di leggere e già sparo tre fumetti in coda. Perché? Perché cerco di essere molto breve in queste piccole recensioni e accorpandone tre forse vi avrei intrattenuto un po' di più.
Tre fumetti europei. Formato bonelliano. Bianco e nero. Vediamoli un po'!

Dylan Dog #333 - I Raminghi dell'autunno // Testi e Disegni: Fabio Celoni
è denso, è scuro è inquietante. Celoni è autore di un lavoro fuori di testa.
I disegni sono… WAH! Dettagliati, caricaturali, con tratteggi talmente fitti e ubiqui da apparire morbosi. è uno stile gotico che ricorda spesso nella caratterizzazione dei personaggi alcune illustrazioni di Chris Riddell.
La storia è criptica, cambia verso più volte, non si sa in che maniera analizzarla e sembra di brancolare perennemente nel buio alla ricerca di un capo da cui iniziare a leggere.
FANTASTICO! Cioè… non è il mio genere, non fa proprio per me… Ma credo sia Dylan Dog. Finire di leggerne un albo e sentirsi inquieti, quasi insoddisfatti, come quando si è seduti su qualcosa di scomodo. Non si può chiudere un buon Dylan Dog e sentirsi sereni, rilassati e felicemente appagati che ogni cosa vada al suo giusto posto. Non è così.
Appena chiuso ho pensato che il fumetto non mi fosse piaciuto proprio per la sua caotica "incompletezza"… ma in ciò era coerente! L'obiettivo era farmi avere quella sensazione di disagio. Ho comprato l'albo per avere questa sensazione.
[Questa volta l'ho comprato! L'ultima volta ho letto Dylan Dog a scrocco senza pagare neppure un cent e ho ricevuto forti critiche e una sorta di piacevolissima gogna morale. Questa volta voglio rilassare i presenti: ho sborsato i giusti 3,20€ e ora questo bel volume troneggia fiero sulla mia mensola.]

Le Storie #20 - La Gabbia // Testi: Paola Barbato; Disegni: Daniele Caluri
Questo fumetto me l'ha consigliato caldamente un amico e ho deciso di dargli una chance. Non leggo di solito questo genere di fumetti e non fanno molto per me. In generale è stata una lettura piacevole.
I disegni di Daniele Caluri mi piacciono moltissimo: è un grande nelle caratterizzazioni e il suo tratto morbido e la sua capacità di posizionare i neri mi impressiona sempre. Proprio niente da dire.
Di Paola Barbato non ho letto moltissimo e mi è difficile giudicarla come autrice. La storia quadra perfettamente, sembra di vedere una macchina in funzione… ma non ho provato molto. Certo, c'è il mistero, la suspense… ma non ero in alcun modo coinvolto nella vicenda. è una storia scritta nel modo giusto e non ci sono errori o cadute. Non annoia e trascina a leggere fino all'ultima pagina… ma chiuso il volume non mi è rimasto niente.

Trent #1 // Testi: Rodolphe; Disegni: Leo
Dovete sapere che io ho un problema. Un problema alquanto serio. Io ho una passione sfrenata per il Canada. E io in Canada non ci sono mai stato. Penso che ogni essere umano abbia una sorta di "Luogo d'arrivo". Rappresenta la propria determinazione ad arrivare da qualche parte, il punto geografico che concretizza le nostre aspirazioni. A seconda degli obiettivi di una determinata persona si sentiranno le cose più diverse: ho amici che puntano a immense metropoli, paradisi tropicali o isole sperdute mentre altri vogliono solo una piccola casetta nella campagna della loro città. Bene. Il mio posto è il Canada. In Canada ci sono i Fighi. Cioè. Ci fanno i Corti Pixar a Vancouver. Ci hanno realizzato gli effetti speciali di Prometheus (unica cosa che si salva di quel film). A Toronto è ambientato Scott Pilgrim! Ci hanno studiato i più grandi luminari della comunicazione! E ci sono i pancakes! Lo sciroppo d'acero! Le volverine e i grizzly! Sento che è il mio posto in qualche maniera. Potrei anche non andarci mai ma… la puntina sul mappamondo è fissata lì e arrivare lì è associare un'azione fisica alla mia voglia di sfondare nei fumetti.
Questo cosa comporta? Che ho visto che Trent parlava di una guardia canadese e l'ho comprato. Così. Sincero e diretto.
In sè non è male… ma non c'è gran filosofia. Dal primo numero mi pare un po' un Tex ambientato in Canada. Uno sceriffo che va in giro a dispensare giustizia. Però in Trent non ci sono grandi interazioni tra personaggi visto che il protagonista lavora principalmente da solo. La cosa più interessante e che ho maggiormente apprezzato è la cura di Leo nel rappresentare gli spazi aperti del Nord America e il ruolo che ha effettivamente l'ambiente nelle storie. Forse questi albi piacerebbero di più se i lettori qui non masticassero pane e Tex da una vita. A me piace perché è ambientato in Canada.

Voi avete letto qualcuno di questi albi? Che ne pensate? Me ne consigliate degli altri? Scrivete qua sotto!
Stateme bbene!

6 commenti:

  1. Letti i primi due, concordo in pieno con le rispettive recensioni e, come unica differenza che posso trovare è che a me il genere del primo piace moltissimo, le cose alla Twilight Zone, per intenderci, le cose che, come dici tu, quando chiudi un libro, un fumetto o un film, ti restano dentro, si incuneano nella tua essenza, e riemergono di tanto in tanto obbligandoti a mettere in discussione i consolidati e rasserenanti punti di vista. Riguardo al terzo il Canada piace molto pure a me ma non le ambientazioni alla Tex si, lo so è un mio limite, ma a mia unica discolpa posso dire che forse dipende dal fatto che sono nato almeno un decennio troppo tardi.

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    1. No ma capisco benissimo, anche io non sono un appassionato lettore di Tex e storie così "canoniche" dopo un po' mi stancano… Ma ti assicuro che sta mia fissa col Canada è proprio potente.

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  2. letto solo trent.
    prima storia abbastanza liscia, sì: classico intreccio da western che si vuole dare un tono. la seconda storia con il ragazzo che legge rimbaud invece l'ho trovata molto interessante.
    ciò non toglie che il bianco e nero secondo me depotenzia la narrazione dell'albo, che gioca molto sull'atmosfera. Per gli altri fumetti tramutati in bonellide dalla lion il colore era solo un'esigenza del mercato (quello americano), ma in questo temo sia parte integrante della narrazione, quindi mi sa che leggendolo così qualcosa ci perdiamo ;).
    Saluti!

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    1. Hai ragione: Fables in bianco e nero sembra nato per essere letto così. Leggendo Trent… si percepisce che si sta perdendo qualcosa! Hai letto "La Gabbia" o "I Raminghi dell'autunno?".

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  3. no, e per fables però spesso la griglia diventa eccessivamente confusa per l'adattamento in bonellide... infatti non lo seguo, al contrario di Y

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    1. Y mi manca. L'ho iniziato… poi ho perso un paio di numeri e non mi è venuta voglia di continuarlo XD So di averci perso: un sacco di persone me lo consigliano.

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